I Primi Due Anni di Vita: Come il Corpo Memorizza Tutto

I Primi Due Anni di Vita: Come il Corpo Memorizza Tutto

"Madre che abbraccia il suo bambino per rappresentare l'importanza dei primi due anni di vita e la memoria del corpo - Dott.ssa Rossana Saponara"
Dott.ssa Rossana Saponara

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Comprendere l’importanza dei primi due anni di vita è fondamentale per capire come si plasma la nostra salute emotiva. In questo periodo cruciale, le esperienze che viviamo non svaniscono nel nulla, ma vengono scritte nel nostro sistema biologico. Grazie alle moderne neuroscienze, sappiamo infatti che il nostro corpo possiede una memoria profonda, capace di influenzare chi siamo ben oltre la nostra consapevolezza conscia.

 

Gli studi di Eric Kandel e la memoria implicita

 

Gli studi di Eric Kandel, vincitore del premio Nobel, hanno rivoluzionato la nostra visione della mente. Le sue ricerche hanno rivelato che la memoria non riguarda solo i ricordi personali a lungo termine (quelli che possiamo raccontare a parole). Esiste infatti una memoria implicita, gestita dall’amigdala, che si forma proprio nei primi due anni di vita.

 

In questa fase, l’ippocampo — la struttura cerebrale responsabile della memoria esplicita e verbale — non è ancora maturo. Di conseguenza, le esperienze non vengono memorizzate come “storie”, ma come sensazioni fisiche ed emozioni pure. Inoltre, proprio perché non possono essere spiegate a parole, queste tracce diventano indelebili, radicandosi profondamente nel corpo.

 

Il “Sé incarnato”: quando il corpo ricorda

 

Le neuroscienze moderne parlano oggi di un “Sé incarnato” (Embodied Self). Questo concetto spiega come le esperienze vissute nei primi due anni di vita si radichino nelle fibre del nostro corpo anziché nel linguaggio. Tuttavia, queste tracce corporee non sono silenti: esse plasmano il carattere, la personalità e la nostra intera vita affettiva e cognitiva.

 

In altre parole, il nostro modo di reagire allo stress, di amare o di aver paura è spesso il risultato di ciò che il corpo ha appreso quando non avevamo ancora la parola. Queste memorie somatiche formano la base invisibile su cui costruiamo la nostra identità adulta.

 

Psicoterapia ed EMDR: guarire oltre le parole

Questa scoperta ha cambiato radicalmente l’approccio alla cura della mente. Spesso, le terapie basate esclusivamente sul dialogo trovano un limite invalicabile nei traumi precoci, proprio perché quei ricordi non si trovano nelle parole.

 

Per questo motivo, approcci terapeutici che coinvolgono il corpo e le emozioni, come l’EMDR, si rivelano estremamente efficaci. Queste tecniche permettono di accedere ai traumi immagazzinati nel corpo, favorendo una risoluzione profonda che il solo racconto verbale non potrebbe raggiungere.

 

In conclusione, integrare mente e corpo è la chiave per promuovere un vero cambiamento neurofisiologico. Riconoscere l’importanza dei primi due anni di vita ci permette di affrontare le sfide emotive con strumenti nuovi, andando oltre la superficie delle parole per guarire le radici del nostro essere.


 

Bibliografia essenziale

  • Kandel, E. R. (1998). A New Intellectual Framework for Psychiatry. American Journal of Psychiatry.

  • Kandel, E. R. (1999). Biology and the Future of Psychoanalysis. American Journal of Psychiatry.

  • Mancia, M. (2006). Implicit Memory and Early Unrepressed Unconscious. International Journal of Psychoanalysis.

  • Mancia, M. (2004). Sentire le parole. Torino, Bollati Boringhieri.

 

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